Un vascello di pietra nella garriga

Costruito all'incirca nel 50 dopo Cristo, il ponte del Gard è il pezzo forte di un acquedotto lungo 50 chilometri che alimentava Nîmes.

E il simbolo maestoso del genio umano.

Il pont del Gard, per la sua maestosità, ha suscitato l'ammirazione di poeti e scrittori:

«Percorro i tre piani di questo splendido edificio sul quale, per rispetto, quasi non osavo poggiare i piedi. L'echeggiare dei miei passi sotto le volte immense mi faceva credere di sentire la voce di coloro che le costruirono».
Jean-Jacques Rousseau
(Le confessioni, Libro VI, 1765)

«È impossibile farsi un'idea dell'effetto prodotto da questa catena di granito che unisce due montagne tramite un arcobaleno di pietra, a riempire l'orizzonte, con quei tre piani di portici splendidamente dorati da diciotto secoli di sole».
Alexandre Dumas padre
(Impressioni di viaggio, 1834)

«L’anima è lasciata interamente a se stessa, e l'attenzione è ricondotta obbligatoriamente a quest'opera del "popolo re" che abbiamo davanti agli occhi. Questo monumento deve agire, mi sembra, come una musica sublime».
Stendhal
(Memorie di un turista, 1838)

Il ponte del Gard, un gigante di pietra

Il ponte romano più alto del mondo

Da due mila anni, questa sentinella di pietra si staglia al di sopra del fiume Gardon, quasi ai limiti del dipartimento del Gard, poco lontano da Nîmes e da Avignone. Simbolo del genio architettonico romano, il Pont du Gard non è altro che la piccola parte di un'opera lunga 50 chilometri, che collegava le sorgenti d’Eure, nei pressi di Uzès, a Nîmes; nel primo secolo dopo Cristo, quest'ultima era una delle più importanti città gallo-romane.

La realizzazione dell'acquedotto mirava a offrire alla città nuove possibilità per creare fontane e terme, e accrescere così il suo prestigio in seno all'impero romano. Il gioiello di tale complesso rimane questo ponte, composto da 64 archi suddivisi su tre piani, che raggiungono un'altezza di 48,77 metri al di sopra del fiume e una lunghezza di 490. Per questo, il ponte del Gard è il ponte acquedotto più alto del mondo romano: un'altezza imposta dal rispetto della pendenza, per poter mettere l'acqua sotto pressione all'interno della struttura, anche se la pendenza stessa non è ovunque regolare. Alla fine dei conti, i Romani hanno compiuto la prodezza di costruire un'opera di diversi milioni di tonnellate (si stima che il solo ponte pesi 50.000 tonnellate) con una pendenza inferiore a 25 centimetri al chilometro…

Trasformato al Medioevo

Ma, in realtà, questa costruzione sublime fu pienamente in funzione soltanto per 140 anni. Il degrado dell'acquedotto iniziò nel III secolo; due secoli dopo venne definitivamente abbandonato e le sue pietre parzialmente rimosse.

Contrariamente a quanto accadde al resto dell'opera, il ponte non fu demolito perché, da viadotto per il trasporto dell'acqua, fu presto trasformato in ponte di passaggio, anche se le offese del tempo e degli uomini lo misero più volte in pericolo. La prima riparazione risale al Settecento, per evitarne “l’imminente rovina”. I primi restauri iniziano nel 1745 e dal 1840 il ponte figura sulla lista dei principali monumenti francesi. 

Un'opera che si muove

In venti secoli, al Pont du Gard non sono state risparmiate offese, da parte degli elementi e degli uomini. Mentre l'acquedotto è stato smantellato all'inizio del VI secolo, il Pont du Gard deve la sua salvezza unicamente al fatto di essere stato trasformato in... ponte. Infatti, per facilitare l'attraversamento del Gardon tra Uzès e Beaucaire, dove si svolgeva una celebre fiera, si costruirono delle rampe di accesso all'acquedotto e sulla sua struttura venne creato un cammino largo circa 180 centimetri, intagliando semplicemente i piloni del secondo piano, per far passare i carretti! Queste incavature saranno richiuse soltanto nel 1698. Eppure, se il genio romano ha permesso all'acquedotto di resistere alle piene più violente, un altro pericolo continua a minacciare il ponte: il calore. Infatti, sotto l'effetto del sole, l’opera di pietra, del peso di 50.000 tonnellate, subisce regolarmente delle dilatazioni sulla facciata Sud-Ovest. L’altra facciata, che si trova all'ombra, non è soggetta a questo fenomeno e ciò provoca una dilatazione differenziale tra i due fianchi di cinque millimetri al giorno. Risultato: il ponte è leggermente velato e si è mosso di oltre ottanta centimetri in 2.000 anni.

E la luce fu

Ristrutturato all'inizio del nuovo millennio, il sito del Pont du Gard è diventato il luogo di numerose manifestazioni  pedagogiche, culturali e spettacolari. Grazie a “Ricordi della Garriga”, i visitatori sono sensibilizzati alla flora e al ricco patrimonio della regione. Con “Fééries du pont” ("incanti del Pont") durante il mese di giugno, gli artisti del Groupe F realizzano ogni anno uno spettacolo di suoni e luci di una rara poesia, in cui l'antico ponte serve da supporto per un'incredibile coreografia onirica. Infine, a luglio, con i “Lives au Pont”, il luogo diventa il palcoscenico di intensi concerti rock, pop o soul. Senza dimenticare che tutte le sere, dal primo luglio al 31 agosto, i "designers della luce", effettuano un'illuminazione del Pont du Gard.

Il ponte del Gard, iscritto nel 1985 nel patrimonio mondiale dell'Umanità dall'Unesco, una decina d'anni fa è stato completamente ristrutturato, per diventare la perla di uno scrigno di 165 ettari con spazi attrezzati, museo del ponte e dell'acquedotto, ludoteca e arboreto nella garriga, mentre le manifestazioni (concerti, fuochi d'artificio...) si moltiplicano. Oltre un milione di persone percorrono ogni anno il ponte: il monumento antico più visitato di Francia.

• Sito Ufficiale del Pont du Gard

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