Un vascello di pietra ancorato da 1000 anni

Stretta nelle sua mura, la Città di Carcassonne torna da un lunghissimo viaggio.

Caduta in rovina, passata dalla gloria alla miseria, questa piattaforma dell'eresia catara, simbolo dell'architettura difensiva medievale, rinasce nel XIX secolo.

Oggi, è uno dei capolavori del patrimonio mondiale dell'Unesco.

Carcassonne, da oppidum durante l’antichità è diventata una fortezza nel secolo XI. Entrando dalla porta principale, i visitatori sono letteralmente catturati dal dedalo delle stradine lastricate. 

La Cittadella è nota per la sua celebre e impressionante illuminazione la sera del 14 luglio; è famosa anche per il festival di musica, ma talvolta si dimentica la storia di questo monumento, iscritto dall’Unesco nel patrimonio mondiale dell'umanità nel 1997.

Eppure sono più di tre milioni i visitatori che vi mettono piede ogni anno. I bambini, impugnando spade inoffensive e scudi dagli incerti blasoni, provano che lo spirito del luogo ha ancora il suo fascino. A ogni angolo di strada, se si osservano con attenzione alcuni edifici, si possono scorgere tracce di celle, trabocchetti e feritoie, alla memoria del suo passato guerriero.

Tuttavia, la Cittadella di Carcassonne non è soltanto un museo a cielo aperto. Un centinaio di persone risiede tuttora nelle case, protette contro qualsiasi assalto da tre chilometri di muraglie e cinquantadue torri.

Un gioiello medievale ai piedi della Montagne Noire

Una basilica benedetta e un castello comitale

È fuori discussione di recarvisi esclusivamente per gironzolare lungo le stradine e degustare il famoso cassoulet della casa, che ha contribuito alla fama della città... perché la basilica di Saint-Nazaire, le cui pietre furono benedette da Papa Urbano II nel 1096, ha tutto quello che ci vuole per suscitare la meraviglia dei curiosi. A cominciare dalle sue vetrate. Il magnifico "Albero di Jesse", che orna la cappella della Vergine, nel braccio nord della basilica, pare risalga alla fine del Duecento: raffigura un'allegoria del popolo cristiano attraverso la genealogia di Gesù Cristo. Vi si può anche ammirare un organo del XVII secolo, delle volte romaniche sopra la navata, e la tomba di Simone di Montfort, figura centrale della crociata contro gli Albigesi.

Un altro passaggio obbligato: il Castello comitale, fondato dalla dinastia dei Trencavel nel 1150. L'edificio era adibito a dimora feudale, poi, durante la conquista della città da parte dei crociati, i siniscalchi del re di Francia ne fecero una vera e propria fortezza nella fortezza. Oggi, il castello comitale funge da museo lapidario e ospita una vasta collezione di statue, sarcofagi e oggetti tipici del periodo gallo-romano e medievale.

1000 anni di storia e conquiste

Questo alto luogo turistico che domina la valle dell'Aude, affonda le sue origini nell'epoca gallo-romana. Fu alla fine del I secolo avanti Cristo che Carcassonne prese finalmente le graziose sembianze di una cittadina. A quel tempo, si trattava di un oppidum, una sorta di rifugio, arroccato in un luogo sicuro, sulle alture di una collina. Se era destinata a svilupparsi, lo deve alla sua posizione ideale. Carcassonne è posta effettivamente nel bel mezzo di un asse strategico che collega il Lauragais, le Corbières e l'Atlantico alle coste del mar Mediterraneo. Per via delle sue numerose attrattive, con il passare dei secoli, la Cittadella risvegliò l'interesse di invasori provenienti da orizzonti diversi. A cominciare dai Visigoti che s’impossessarono delle sue mura nel Quattrocento. Poi, fu il turno dei Saraceni.

Nel 1082 Carcassonne divenne proprietà della famiglia dei Trencavel, ma neanche questa dinastia durerà a lungo. Due secoli più tardi, i famosi crociati se ne impadroniscono e costruiscono la seconda cinta muraria che darà alla Cittadella il suo odierno aspetto esterno. Nel Settecento è abbandonata, come un gran numero di altri monumenti medievali. Le sue case e le mura cadono in rovina. Bisognerà aspettare la metà del secolo XIX perché i lavori di restauro condotti da un certo Eugène Viollet-le-Duc salvino quelle vecchie pietre da una morte sicura.

Oggi, la Cittadella di Carcassonne attira delle folle... molto meglio intenzionate. Nessun invasore all'orizzonte. Soltanto dei visitatori alla ricerca di pavimenti lastricati, torri e vestigia, disseminati nel corso dei mille anni di storia che hanno fatto della Cittadella quello che è oggi.

Viollet-le-Duc, il restauratore di Carcassonne

Eugène Viollet-le-Duc, celebre architetto, è considerato come uno dei salvatori della Cittadella di Carcassonne. Questo grande nome dell'architettura francese è noto soprattutto per i restauri che effettuò su alcuni monumenti medievali. Nel 1834, Prosper Mérimée, all'epoca Ispettore generale dei monumenti storici, pubblica delle note di viaggio nelle quali descrive il degrado della Cittadella, la cui architettura egli reputa peraltro splendida. Affida allora la missione a un certo Eugène Viollet-le-Duc, che avvia un cantiere considerevole: nella metà dell'Ottocento, le mura sono soggette a un lento crollo e le pietre a saccheggio. I tetti cedono. I muri delle abitazioni si sgretolano. Le torri sono utilizzate come garage... Si tratta di un'emergenza.

I lavori hanno inizio con la basilica di Saint-Nazaire nel 1844. Poi, con l'autorizzazione di Napoleone III, negli anni intorno al 1850 ha inizio il restauro delle mura. Questo implica la distruzione delle abitazioni che si erano ammassate lungo i bastioni della città. Anche se la parte principale dei lavori si è concentrata sui tetti e i merli, gli specialisti attribuiscono a Viollet-le-Duc il restauro del 20% del centro storico. Alla sua morte, però, avvenuta nel 1879, il suo progetto era incompiuto. Il cantiere passa nelle mani del suo discepolo: Paul Boeswillwald. Sono comunque di Eugène Viollet-le-Duc la ristrutturazione della Basilica, della Porte Narbonnaise, della Porte Saint-Nazaire e quella delle fortificazioni ovest e nord della Cittadella.

Nel corso degli anni, le sue scelte furono duramente criticate da alcuni dei suoi pari. Egli si schierava infatti per un'architettura razionale e, nel caso del restauro di monumenti, una reinterpretazione dell'architettura d'origine. Nella Cittadella, i tetti conici, ma anche i rivestimenti in ardesia, stonano con le rovine romaniche. Queste scelte, infatti, sono direttamente ispirate dall'architettura medievale del nord della Francia, sulla quale egli aveva già lavorato. Nulla garantisce che questo tipo di forme e di materiali fossero utilizzati nella Francia del sud. Oggi, comunque, la tempra di Viollet-le-Duc è apprezzata come una delle molteplici tappe della storia architettonica della Cittadella.

Quando la cittadella s'infiamma

Da oltre cent'anni (il primo fuoco ha avuto luogo nel 1898 in occasione delle feste di Guascogna e della Linguadoca) ogni anno si accendono tutti i fuochi della terra per esaltare la cittadella medievale di Carcassonne. Ogni anno, il 14 luglio, in occasione della festa nazionale francese, dalle 22:30 in poi, più di 400.000 persone restano a bocca aperta davanti allo sprigionare di bouquet verdi, gialli o rossi delle circa 20.000 batterie di fuochi d'artificio che illuminano la cittadella per una ventina di minuti. Uno spettacolo di cui certo non ci si stancherà, in una cornice sicuramente unica!

• www.tourisme-carcassonne.fr

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